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Anche i papà possono soffrire di depressione

Anche i papà possono soffrire di depressione

Diventare mamma e papà è un’esperienza meravigliosa, che apre la mente e il cuore.

Tuttavia la transizione alla genitorialità rappresenta un momento di incertezza, caratterizzato da un innalzamento dei livelli di ansia e stress, si può quindi ipotizzare che mamma e papà sentano un aumentato bisogno di protezione, sostegno e conforto. L’arrivo di un bambino mette alla prova il benessere della coppia, specialmente se si tratta del primo figlio: gli equilibri e le routine devono fare spazio al nuovo arrivato. Le numerose modificazioni fisiche, psicologiche e relazionali comportano una necessaria riorganizzazione, non solo del mondo esterno, ma anche del mondo psichico interno delle persone coinvolte.

Proprio per questo motivo, quando all’interno di una famiglia arriva un figlio, è molto importante avere un occhio di riguardo per i papà, perchė anche loro, come le mamme,  giocano un ruolo fondamentale nella crescita del bambino e nella serenità familiare. Affinchė un neonato sia sereno e sviluppi buone capacità intellettive ha bisogno di essere compreso, amato e  stimolato. Purtroppo, circa 1 papà su 10 soffre di depressione perinatale paterna (DPP) nell’anno successivo alla nascita del primo figlio. Quando uno o entrambi i genitori soffrono di depressione, le attenzioni che sono in grado di rivolgere al bambino diminuiscono e con esse si riducono anche le loro capacità di decifrarne lo stato di salute e i bisogni (LaRosa, Glascoe, Macias 2009). Questo inevitabilmente si ripercuote sulle abilità e sullo sviluppo del piccolo. Da uno studio del 2009 di Paulson, Keefe e Leiferman, è emerso come la depressione del padre sia correlata con la ricchezza di vocabolario del bambino all’età di 24 mesi: cioè il fatto che il papà sia depresso, ha effetti negativi sullo sviluppo linguistico del figlio. Addirittura è stato osservato come la depressione del padre durante la gravidanza, sia strettamente correlata all’eccessivo pianto del bambino a 2 mesi di vita.

 

Ma come si manifesta la Depressione Perinatale Paterna?

La sintomatologia ricorrente comprende: irrequietezza, tristezza, malinconia, impotenza, disperazione, sconforto, umore depresso, perdita d’interessi, preoccupazione costante, calo della libido, insonnia. La Depressione perinatale paterna (DPP) si può palesare anche attraverso manifestazioni somatiche atipiche, ansia elevata, crisi di rabbia, ipocondria, sintomi funzionali o acting out comportamentali (fughe, comportamenti violenti, attività fisica o sessuale compulsive, relazioni extraconiugali, disturbi del comportamento alimentare, alcolismo o altri disturbi di dipendenza). La diagnosi di DPP è spesso difficoltosa, perchė i sintomi possono essere lievi o atipici, rispetto alla classica depressione e anche perchè le attenzioni di medici e parenti sono spesso concentrate sulla mamma e il neonato, piuttosto che sul papà.

 

Quali sono i fattori di rischio che aumentano le probabilità che si presenti questo disturbo?

Le difficoltà nella relazione di coppia sono un importante fattore di rischio. In una coppia dove scarseggiano il dialogo, le capacità di ascolto e di empatizzare con il compagno/o, le probabilità che mamma o papà presentino delle difficoltà e dei disagi psicologici aumentano. Prendiamo ad esempio il caso di due neogenitori che anche nel momento di necessità stentano a chiedere l’aiuto del partner, cercando di cavarsela da soli, es. “Ho paura di sbagliare, non so come fare smettere di piangere Lorenzo, sono stremata… eppure devo cavarmela da sola, nessuno può aiutarmi”. Oppure due genitori che non sono abili nel comunicare i propri bisogni e le proprie emozioni o che non riescono a fornire al partner il sostegno e la comprensione richiesti, es. “Sono stanco e nervoso e mi sento una pessimo marito… vorrei solo una abbraccio e qualcuno che mi dicesse che va tutto bene”, ma la mamma non riesce a dimostrare la sua vicinanza e il suo affetto al papà e lui non riesce a condividere questi pensieri e sentimenti con la mamma.

Un altro fattore di rischio per l’insorgenza di una DPP è lo stress. Quando ad esempio si ha a che fare con neonato particolarmente impegnativo (es. piange molto o dorme poco di notte o presenta difficoltà ad alimentarsi), i livelli di stress aumentano e in particolar modo i padri sembrano risentirne. Lo stress naturalmente non è indotto esclusivamente dal piccolo, ma ci possono essere altre variabili socio-familiari che causano un aumento dello stesso. Ad esempio un papà che ha di recente perso il lavoro o che si trova a dover affrontare la morte di parente stretto è più sottoposto a stress, di quanto non lo sia in altri momenti di vita. Altri fattori di rischio sono il fatto che la madre stessa soffra di Depressione, ma anche particolari caratteristiche di personalità del padre (es. padri che hanno tratti depressivi di personalità) incidono sulle probabilità che si presenti una DPP  (Baldoni, Ceccarelli 2010) .

 

Come fare per aiutare un papà che si sente in difficoltà o che soffre di depressione perinatale?

Innanzi tutto sarebbe importante non trascurare il papà in un periodo della vita così delicato e che amici, parenti e in primis la compagna, non sottovalutassero i segnali di disagio e i bisogni da lui espressi. Ad esempio preoccupazioni eccessive o frequenti scoppi di rabbia non devono essere sminuiti, inserendoli all’interno di un banale “è un periodo difficile, passerà” o “ma come sei esagerato, non c’è bisogno che tu reagisca così”. E’ fondamentale interessarsi e ascoltare i bisogni e le emozioni provate dal neopapà, dimostrandogli vicinanza e comprensione e cercare insieme a lui le soluzioni da mettere in campo, affinché si senta meglio. Là dove il papà dovesse dimostrare una sofferenza significativa sarebbe opportuno suggerirgli un aiuto psicoterapeutico (individuale o di coppia), che potrebbe aiutarlo a salvaguardare il suo benessere mentale, ma anche quello relazionale della coppia, avendo così effetti positivi anche sullo sviluppo del bambino.

Perciò, qualsiasi sia il vostro ruolo nella vita del neopapà (il suo medico curante, l’ostetrica della compagna, un collega, la zia), riservate un’attenzione particolare al suo benessere, specialmente nel primo anno di vita del bambino.

 

Bibliografia:

Baldoni F.,  Ceccarelli L. (2010) La depressione perinatale paterna. Una rassegna della ricerca clinica ed empirica, Infanzia e Adolescenza vol.9, num. 2

LaRosa AC, Glascoe FP, Macias MM (2009), Parental depressive symptoms: Relationship to child development, parenting, health and results on parent-reported screening tools, The Journal of pediatrics, vol. 155, num.1

Paulson JF, Keefe H, Leiferman JA (2009), Early parental depression and child language development. Journal of Child psychology and Psychiatry, vol.50, num 3.

Giulia Giampellegrini

Dott.ssa Giulia Giampellegrini Psicoterapeuta-Studio Itaca