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FRATELLI, EPPUR COSì DIVERSI: PERCHE’ POSSONO ESISTERE COSì TANTE DIFFERENZE?

FRATELLI, EPPUR COSì DIVERSI: PERCHE’ POSSONO ESISTERE COSì TANTE DIFFERENZE?

C’erano due giovani sorelle. Una era magra, con capelli scuri, vivace. L’altra era graziosa e delicata. Dorothy aveva forza. Edna aveva una bella voce che ossessionava la gente, e voleva fare l’attrice.

Anaìs Nin

Negli ultimi decenni, in tutto il mondo occidentale, ma in particolar modo in Italia, il numero delle famiglie con più figli si è progressivamente ridotto e i figli unici sono diventati sempre più numerosi. Nonostante ciò, il tema della “fratellanza” continua a rivestire una grande importanza. Tra le domande sull’argomento, una si impone su tutte: perché i fratelli sono, nella maggior parte dei casi, così diversi tra loro al punto da far dire a volte la frase: “Eppure sono della stessa famiglia!”. Questa domanda sottende l’implicita convinzione che, poiché nati dagli stessi genitori, i fratelli dovrebbero assomigliarsi, ma tale convinzione risulta essere un’affermazione semplicistica.

Vediamo insieme, dunque, quali sono le ragioni che ci spiegano come sia possibile avere a che fare, all’interno della stessa famiglia, con persone dalle caratteristiche e temperamenti così diversi gli uni dagli altri.

  1.       Aspetti genetici

I fratelli, pur condividendone una parte, hanno un patrimonio genetico diverso e questo, in alcuni casi, può portare a delle differenze anche molto importanti – come ad esempio nel caso di alcune malattie genetiche di cui un fratello può essere portatore sano e l’altro malato- oppure a differenze minori ma spesso molto più frequenti come differenze somatiche, temperamentali, di manifestazioni di abilità e talenti, e non ultime di genere.

  1.    Aspetti ambientali

Gli aspetti genetici interagiscono sempre con quelli ambientali. Qui si può cadere in uno stereotipo che è quello di pensare che, essendo i genitori gli stessi, così come il metodo educativo impartito il medesimo, non dovrebbero esserci differenze nell’ambiente in cui i fratelli crescono. In realtà non è così poiché i figli crescono in una famiglia che è uguale solo in apparenza. Certo i genitori sono i medesimi, ma diverse sono la loro età e la fase della vita che stanno vivendo, così come sono diversi i momenti della storia della famiglia in cui i figli nascono e crescono. Le famiglie cambiano e si modificano nel tempo anche solo per la ragione che gli anni passano e le persone cambiano. Ad esempio un figlio primogenito è più facilmente nato da genitori più giovani che hanno appena costruito la famiglia e che stanno affrontando, dal punto di vista della coppia, la negoziazione del passaggio da due a tre, con tutte le ansie e le incertezze del caso. Il secondo figlio potrebbe nascere in un momento in cui la situazione potrebbe essere più consolidata, ma in cui magari potrebbe esserci una maggiore conflittualità di coppia. A queste caratteristiche interne alla coppia, possono aggiungersi poi eventi esterni che irrompono nella vita di una famiglia e la influenzano. Un bimbo può nascere in un momento positivo, un altro in uno negativo. Va inoltre ricordato che, il modo in cui un evento esterno è affrontato dipende anche dall’età: ad esempio una malattia di un genitore è sperimentata in modo diverso da un bimbo piccolo e da uno più grande che magari ha maggiori strumenti per poter verbalizzare ansie e paure, ma che nello stesso tempo è maggiormente consapevole di quello che sta succedendo e può esprimerlo.

  1.    Ordine di genitura

L’ordine di genitura è un altro elemento di fondamentale importanza che spiega le differenze tra fratelli. Il primogenito vive per un momento più o meno lungo come figlio unico e solo in un secondo momento come fratello. Il secondo genito invece vive fin da subito con un fratello e queste differenze hanno conseguenze non solo sulle relazioni ad esempio di gelosia tra fratelli, ma anche sullo sviluppo delle relazioni sociali e familiari.

  1.       Ambiente esterno

A tutto ciò si deve aggiungere che i figli non crescono solo nella loro casa con mamma e papà e i fratelli, ma hanno rapporti sociali con la famiglia allargata (nonni, zii, cugini), con altre agenzie educative e con il gruppo dei pari e questo influisce a modellare l’individualità di ciascuno e a rafforzare le differenze.

Pensare dunque che i fratelli debbano essere simili o uguali è un errore, accettare e riconoscere la diversità dei figli aiuta a rispettarne l’unicità. Se si è genitori ciò vuol dire cercare di fare il meno possibile paragoni tra l’uno e l’altro figlio che possono essere fonte di grande sofferenza e valorizzare piuttosto le differenze. Ogni figlio va aiutato a sviluppare le proprie attitudini e capacità. Per ognuno di noi, adulto, che ha avuto dei fratelli, comprendere l’importanza delle differenze e delle singole individualità, vuol dire accettare la diversità e comprendere meglio la complessità delle dinamiche familiari che abbiamo vissuto e che ci possono aver portato gioia, ma talvolta anche sofferenza.

 

Elisa Piovani

Dott.ssa Elisa Piovani- Psicoterapeuta- Studio Itaca