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Ghosting: sparire per chiudere una relazione

Ghosting: sparire per chiudere una relazione

Il termine Ghosting (letteralmente “diventare un fantasma”) si riferisce ad una modalità di porre fine ad una relazione amorosa caratterizzata dall’improvvisa sparizione di chi decide di porre fine al rapporto, senza nemmeno un addio. Questa pratica interessa sia uomini che donne, sia relazioni passeggere e non esclusive sia storie d’amore lunghe e serie, e la sempre maggiore espansione pare essere direttamente legata alla continua maggiore diffusione dei mezzi digitali nelle nostre vite. Circa il 50% degli uomini e delle donne ha sperimentato almeno una volta nella vita l’esperienza di “ghoster” (cioè di sparire per lasciare il proprio partner) o di “ghosting” (quindi di trovarsi improvvisamente senza più notizie del partner).

Dal punto di vista relazionale e psicologico, è bene sottolineare che questa modalità di interruzione di un rapporto rappresenta una forma di chiusura non sana; sparire, forse nell’illusione di non ferire o non voler essere feriti, di fatto produce effetti emotivi devastanti: lascia l’altro in una situazione di attesa e disperazione che può minacciare il suo senso di sé, la sua autostima ed identità. L’unico caso in cui il ghosting tuttavia può essere contemplato è per porre fine a relazione di abuso, in tale situazione interrompere improvvisamente ed in modo brusco qualsiasi rapporto con il partner non solo è altamente consigliato, ma anche funzionale.

Ma perché le persone spariscono?

La sparizione rappresenta un modo immaturo di gestire una chiusura, irrispettoso nei confronti di chi viene lasciato, dei sentimenti reciprocamente provati e della relazione.

Non riuscivo a capire come mi sentivo, così ho preferito chiudere piuttosto che parlarne”; “Mah, era una storia appena iniziata, io mi sentivo un po’ confusa, ma alla fine cosa ho fatto? Tanto ci siamo visti un paio di volte. Si, ci messaggiavamo tutto il giorno, però mica è la fine del mondo!”;  “Stavo bene con lei, però boh… Lei è intelligente, avrà capito da sola. Inutile star lì a spiegare.”

Queste alcune delle affermazioni che chi mette in atto il ghosting fornisce per spiegarsi il proprio comportamento. Le persone che spariscono risultano, infatti, particolarmente concentrate sull’evitamento del proprio disagio emotivo, quindi non pensano a come questo loro comportamento possa far sentire l’altro. Ciò è sicuramente reso più semplice dalla “vita digitale“: il fatto di essere meno connessi nella  “vita reale” sembra alleggerire il peso di abbandonare l’altro. Perché affaticarsi nel dare una spiegazione quando basta bloccare la persona su whatsapp, cancellarla da Facebook , non rispondere al telefono o liquidarla con una frase in un semplice messaggio?

Il “ghoster” cancella il rapporto in modo da evitare l’imbarazzo, le difficoltà e le conseguenze di un confronto onesto. Si illude che in tal modo eviterà di ferire la persona con cui è entrato in relazione, ma, in realtà, lasciandola nel limbo, nell’incertezza, arreca molto più dolore che non affrontando una conversazione schietta. Dileguandosi mantiene il controllo della relazione, controllo che non avrebbe se si confrontasse con le imprevedibili reazioni del partner qualora decidesse di affrontarlo. Mantiene il controllo nel senso che impedisce all’altro di fornire la propria versione dei fatti, di contestare la decisione, di addolorarsi per quei progetti, quelle promesse, quei sogni di coppia che vede sfumare e non si realizzeranno più.

E’ come se predominasse un’insensibilità ed un’incapacità di connessione emotiva sia con se stessi che con l’altro. Di conseguenza, sembra più naturale (e sicuramente più facile) svanire nel nulla. Diventare un fantasma permette non solo di evitare il confronto con l’altro, ma consente soprattutto di evitare il confronto con se stessi, con i propri vissuti e le proprie emozioni.

Ma come si sentono le persone che vengono abbandonate?

Le persone che vedono il proprio partner svanire nel nulla vivono un senso di rifiuto, si sentono usate e non rispettate. Questo accade sia nel caso di relazioni appena nate, sia quando la storia va avanti da un po’. Soprattutto nel secondo caso, il Ghosting rappresenta un vero e proprio evento traumatico: essere cancellati dalla persona nella quale abbiamo riposto la nostra fiducia e che amiamo viene vissuto come un profondo tradimento.

“Mi sono sentito un idiota. E mi sono sentito soprattutto mancare di rispetto. Come faccio a fidarmi ancora di qualcuno? E’ stato davvero doloroso e deludente. Nessuno merita un trattamento del genere”.

“E’ stato come ricevere un pugno nello stomaco. La mancanza di chiusura è devastante. Ti lascia in un limbo, piena di domande senza risposta. Si va avanti, ma con l’autostima sotto i piedi. Rompere con qualcuno è brutto, ma è ancora peggio rompere senza sapere il perché”.

Questi alcuni dei pensieri che affiorano nella mente delle persone vittime di ghosting.

Il rifiuto sociale attiva nel cervello le stesse reazioni di un dolore fisico; oltre a questo legame biologico tra rifiuto e dolore, ci sono alcuni specifici fattori relativi al ghosting che contribuiscono al disagio psicologico.

Uno degli elementi caratterizzanti è rappresentato dal fatto che il Ghosting non fornisce alcuna indicazione su come reagire, ma al contrario apre uno scenario finale di totale ambiguità. Come ci si dovrebbe sentire? Spesso, soprattutto nel primo momento che segue la “scomparsa” del partner, la persona si trova bombardata da una serie di ipotesi: “Sarà stato male?”, “Sarà troppo impegnato e non ha tempo di rispondere?”

Non si sa come reagire perché, di fatto, non si sa davvero cosa sia successo. E questo destabilizza. L’assenza improvvisa e immotivata dell’altro crea inevitabilmente un senso di disregolazione emozionale in cui ci si sente fuori controllo.

Uno degli aspetti più insidiosi del ghosting è che non si limita ad instillare dubbi sulla relazione sentimentale, ma porta soprattutto a mettere in discussione se stessi, anche nel caso di persone con una buona considerazione di sé.

Il fenomeno del Ghosting è stato definito da alcuni esperti come una forma di crudeltà emotiva, una tattica di trattamento silenzioso che rende essenzialmente impotente l’altro, negandogli ogni possibilità di porre domande o avere informazioni che lo aiuterebbero nella rielaborazione emotiva dell’esperienza. Il Ghosting blocca l’altro, che di fatto non può esprimere ciò che pensa ma soprattutto ciò che sente. Quando una storia finisce, è importante avere in mano quegli elementi che danno un senso alla propria sofferenza. Con questa modalità interpersonale passivo-aggressiva, ciò che rimane sono lividi e cicatrici psicologiche.

Quando una relazione per noi importante giunge al termine, voltar pagina è sempre un passaggio faticoso. Quando in più la relazione finisce e non se ne conoscono le ragioni, il tutto si amplifica e appare quasi impossibile, anche per le persone che godono di una buona considerazione di sé. Come affrontare, dunque, questa situazione? La prima cosa importante da ricordare è che quando qualcuno svanisce nel nulla non sta mettendo in discussione noi o il nostro modo di amare, sta al contrario esprimendo una sua fragilità relazionale. Chi scompare ed evita di dare spiegazioni al proprio partner sta, di fatto, mostrando un’incapacità ad affrontare un suo disagio. La mancanza di coraggio e la conseguente “non curanza” di come il proprio comportamento farà sentire l’altro, sottolinea un’incapacità di darsi con pienezza ad un rapporto sentimentale.

Non è chi viene abbandonato, dunque, a doversi mettere in discussione: al contrario, è importante reagire riconoscendosi nel proprio valore e nell’importanza di allontanare chi non è capace di prendersi cura dell’amore che si offre. Affrontare il dolore che deriva dall’abbandono è giusto e sano. Ciò che conta è che questo dolore non pervada la quotidianità o che renda vulnerabili e chiusi rispetto a futuri rapporti amorosi. Rimanere concentrati sul proprio valore e sul fare ciò che rende felici è una buona strategia. Condividere la propria sofferenza con le persone care o parlarne con un esperto permette di alleggerire il peso della sofferenza.

L’amore semplicemente è reciprocità, ed accade, quando due persone sono pronte e presenti. Se uno dei due scappa, significa che non era sulla stessa lunghezza d’onda.

Elisa Piovani

Dott.ssa Elisa Piovani- Psicoterapeuta- Studio Itaca