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Gioco d’azzardo patologico: una partita persa

Gioco d’azzardo patologico: una partita persa

Non solo droghe, alcol e fumo. Nel già nutrito elenco delle dipendenze patologiche, oggi possiamo aggiungere anche la “ludopatia” e tutte le nuove forme di web-addiction. Fenomeni troppo spesso sottovalutati e che invece rasentano un vero e proprio allarme sociale. Secondo i dati dei Monopoli di Stato rielaborati dall’Associazione per lo studio del gioco d’azzardo, gli italiani nel 2017 hanno speso complessivamente, tra slot machine, gratta e vinci e gaming online, oltre 100 miliardi di euro. La ludopatia (meglio definita come dipendenza da gioco d’azzardo patologico , spesso indicato come GAP) è un disturbo del comportamento che l’Associazione Psichiatrica Americana (APA, American Psychiatric Association) ha inserito nei Disturbi correlati a sostanza e disturbi da addiction.

Un tema che è tornato di grande attualità in questi giorni nel dibattito politico con l’annunciato varo del Decreto Dignità. Come per le dipendenze da sostanze o da web, non è una sola la causa che sta all’origine di questo disturbo. Di frequente chi gioca d’azzardo, diventandone dipendente, lo fa per “sfuggire” a problemi che non riesce a fronteggiare oppure per allontanare dalla propria mente sensazioni quali il senso di colpa o di impotenza o l’ansia, insomma per spostare l’attenzione da difficoltà che lo opprimono pensando ad altro, nello specifico del GAP, giocando d’azzardo.

Le persone affette da ludopatia, appaiono solitamente impulsive. Presentano bassa sensibilità, maggiore distacco sociale e preferenza per le ricompense materiali, rispetto alla media delle altre persone. Sono soggetti più inibiti verbalmente e meno portati ad esprimere sentimenti con la tendenza, invece, a mascherare o soffocare le proprie emozioni, perché viste come spaventose e difficili da gestire. Sottovalutare questo disturbo, ritenendolo “un vizietto”, può portare all’innescarsi di un vortice negativo che può condurre ad una compromissione delle relazioni familiari, a problemi sul fronte del lavoro, talvolta fino al licenziamento e al tracollo finanziario ecc.

 

Come posso capire se una persona soffre di Gioco d’azzardo patologico?

Il giocatore è diagnosticato affetto dal gioco d’azzardo patologico (DSM-V, 2015) se presenta almeno quattro dei sintomi che seguono, entro un periodo di 12 mesi:

  1. Ha bisogno, per giocare d’azzardo, di quantità crescenti di denaro per ottenere l’eccitazione desiderata.
  2. È irrequieto/a o irritabile se tenta di ridurre o di smettere di giocare d’azzardo.
  3. Ha fatto ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o smettere di giocare d’azzardo.
  4. È spesso preoccupato/a dal gioco d’azzardo (per es. ha pensieri persistenti che gli/le fanno rivivere passate esperienze di gioco d’azzardo, analizzare gli ostacoli e pianificare la prossima avventura, pensare ai modi di ottenere denaro con cui giocare d’azzardo).
  5. Spesso gioca d’azzardo quando si sente a disagio (per es.indifeso/a, colpevole, ansioso/a, depresso/a).
  6. Dopo aver perduto denaro al gioco d’azzardo, spesso torna un’altra volta per ritentare (“rincorrere” le proprie perdite).
  7. Mente per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo.
  8. Ha messo in pericolo o perduto una relazione significativa, il lavoro, opportunità di studio e di carriera a causa del gioco d’azzardo.
  9. Conta sugli altri per procurare il denaro necessario a risollevare situazioni finanziarie disperate causate dal gioco d’azzardo.

 

Cosa possiamo fare se ci rendiamo conto che un parente, un amico o un collega presenta questo problema?

È importante aiutarlo/a a comprendere che la ludopatia è una vera e propria dipendenza, e che così facendo può moltiplicare le sue difficoltà, anziché ridurle. Difficilmente una volta strutturata una dipendenza, se ne riesce ad uscire da soli, senza l’aiuto di uno specialista (es. psicologo o psichiatra) che sostenga la persona in un percorso volto ad individuare l’origine del suo malessere e costruire davanti a sé un nuovo cammino di cambiamento. La ludopatia, come ogni altro disturbo psicologico (es. dist. di panico o la depressione), può essere visto come un malessere dietro il quale si cela il bisogno di cambiare direzione ad uno o più aspetti della propria vita. Una sorta di campanello di allarme che ci chiede di fermarci e rimettere in ordine idee e sentimenti. Per farlo abbiamo bisogno di iniziare a fare chiarezza nelle nostre relazioni, nei vissuti del passato, nella nostra modalità di esprimere le emozioni per riuscire in un secondo momento ad indossare “un nuovo paio di occhiali” attraverso i quali osservare e orientarci all’interno della nostra vita.

 

Bibliografia:

Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, Quinta edizione, DSM-V (2015), Raffaello Cortina editore, Milano

 

Giulia Giampellegrini

Dott.ssa Giulia Giampellegrini Psicoterapeuta-Studio Itaca