Ciao!

Per prenotare una consulenza o per richiedere informazioni contattaci.
 
Riceviamo su appuntamento, il primo colloquio conoscitivo è gratuito!

I Cyberbulli, le vittime e gli spettatori!

I Cyberbulli, le vittime e gli spettatori!

Le nuove tecnologie hanno contribuito a migliorare la nostra vita privata e anche quella professionale, permettendoci di rimanere in contatto con persone che vivono lontano da noi e di accedere ad una serie di servizi che vent’anni fa non potevamo nemmeno immaginare. Tuttavia queste innovazioni portano con sé anche degli aspetti negativi, causati dall’uso improprio delle stesse: il cyberbullismo ne è un esempio.

Il cyberbullismo è una tipologia di bullismo, attuata attraverso mezzi tecnologici, dove un bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms o in chat oppure pubblica/invia ad altre persone foto/video della vittima (spesso si tratta di immagini imbarazzanti o umilianti), con l’intento di diffamarla, minacciarla o darle fastidio.

Il 15 Novembre è stata presentata alla Camera, durante il convegno ‘Cyberbullismo e comportamenti in Rete dei ragazzi: un viaggio da nord a sud’, una ricerca condotta da quattro università italiane, Cattolica di Milano, Sapienza e Lumsa di Roma e Federico II di Napoli, per iniziativa dei Co.Re.Com di Lombardia, Lazio e Campania. Da questa ricerca è emerso che il 57% degli intervistati in un campione di 1.500 studenti in Lombardia, Lazio e Campania utilizza un profilo ‘privato’, i cui contenuti cioè non sono visibili agli estranei, mentre il 40,3% ha un profilo pubblico, e il 2,7% è inconsapevole, non ricorda. Dai dati raccolti, inoltre, si è scoperto che 27,8% dei ragazzi nell’ultimo anno ha sperimentato una forma di bullismo, il 20% ha ricevuto messaggi sessuali, il cosiddetto sexting, il 13,6% ha trovato online foto che non voleva fossero pubblicate e circa il 5% si è accorto che qualcuno aveva creato un proprio profilo falso. Questi dati di per sé già allarmanti, non riguardano bambini e adulti, che però sappiamo essere stati toccati anche loro dal fenomeno del cyberbullismo. Per questo motivo credo che genitori, educatori e insegnanti, di qualsiasi livello, dovrebbero prestare attenzione e conoscere le dinamiche che descrivono questo diffuso fenomeno.

Per iniziare a fronteggiare il cyberbullismo è importante capire di che cosa si tratta e sapere che è ancora più pericoloso del bullismo tradizionale per diverse ragioni:

1) la rete offre al bullo la possibilità di restare anonimo

2) l’indebolimento delle remore morali: dovuto sia al fatto di pensare di non essere rintracciabili, sia al fatto di non vedere con i propri occhi (grazie al filtro delle schermo) la sofferenza inferta alla vittima

3) l’effetto moltiplicatore: ciò che finisce in rete può essere visto da chiunque, 24 ore su 24.

Le vittime di cyberbullismo, specialmente se sono bambini o adolescenti, vivono un’esperienza fortemente traumatica. L’immagine sociale della persona viene di fatto danneggiata a causa del cyberbullismo o del sexting e le conseguenze, possono essere gravi. Nel caso in cui la vittima sia un ragazzo/ragazza insicuro, ansioso, con un’opinione negativa di sé, probabilmente reagirà all’attacco chiudendosi ulteriormente in se stesso (o piangendo, se si tratta di bambini) e potrebbe presentare sintomi quali stress, mal di stomaco, mal di testa, incubi e attacchi d’ansia. I bambini o i ragazzi vittime di bulli, difficilmente parlano con un adulto di ciò che stanno subendo, perché provano vergogna o perché hanno paura di una ritorsione dei bulli. È fondamentale quindi creare una relazione di fiducia con i ragazzi, ascoltarli astenendosi il più possibile dal giudicarli, affrontando spesso con loro il “discorso internet”(http://www.itaca-psicologiparma.it/navigare-in-sicurezza-suggerimenti-per-affrontare-il-discorso-internet-con-i-figli/ ), per creare il clima adatto ad una confidenza, qualora dovessero venire presi di mira.

Ma che he tipo di persona è il bullo? Solitamente è una persona tendenzialmente aggressiva, solo in apparenza sicura di sé, che sente il bisogno di dominare gli altri. Il bullo generalmente è aggressivo sia con i coetanei che con gli adulti e manifesta grandi difficoltà nel rispettare le regole e tollerare le frustrazioni. Una caratteristica che sembra accomunare sia i bulli che le vittime è l’incapacità di gestire e, talvolta, di riconoscere le emozioni.

Infine esistono anche gli spettatori, cioè coloro che assistono agli episodi di cyberbullismo e che non si oppongono, per paura o perché restano indifferenti a queste azioni violente, “incoraggiando” involontariamente il comportamento dei bulli.

Che si tratti di vittime o che si tratti di bulli, consiglio un percorso psicologico, che permetta sia di rielaborare il trauma subito, che di gettare le basi per un futuro diverso, dove autostima e una buona gestione delle emozioni vengono coltivate e sviluppate con successo. Proprio per questo motivo, il comune di Torino, ad esempio, ha deciso di sviluppare un protocollo d’intesa con l’Associazione EMDR Italia (associazione di medici e psicoterapeuti) per portare avanti un progetto di prevenzione del bullismo e trattamento delle vittime, dei bulli e di coloro che sono definiti spettatori.

Le modalità con le quali può essere attuato il cyberbullismo sono molteplici, vediamone insieme alcune, così come vengono descritte dall’Associazione EMDR Italia:

– Denigrazione: azioni mirate a danneggiare la reputazione.

– Shitstorm: letteralmente “tempesta di escrementi”, un comportamento che i bulli scatenano sui social ai danni di una o un gruppo di vittime.

– Masquerade: il bullo si sostituisce alla vittima, con lo scopo di spedire messaggi a suo nome o pubblicare contenuti offensivi e volgari, dopo essere entrati nel suo account.

– Cyberstalking: invio ripetuto di minacce con lo scopo di incutere paura. Spesso sfocia in episodi di aggressione fisica.

– Cyberbashing: aggressione o molestia della vittima nella vita reale, mentre altri riprendono la scena con il cellulare, per poi diffonderla in rete, solitamente tramite i social.

– Trickery: il bullo può sollecitare “l’amico” a condividere con lui segreti o informazioni imbarazzanti su se stesso o su un’altra persona per poi pubblicarli in rete o utilizzarli per ricattare la vittima.

– Exclusion: escludere qualcuno da una chat, da un gruppo on-line o da un game interattivo.

Infine un breve accenno sul Sexting, che di per sè non è cyberbullismo, ma consiste nello scambiarsi o condividere testi, immagini o video sessualmente espliciti, che solitamente ritraggono se stessi. Nel momento in cui, queste foto o video vengono messi in rete (dalla persona stessa o da colui/lei che aveva ricevuto il file), se ne perde il controllo e bastano pochi istanti perché altre persone possano entrarne in possesso e diffonderle, senza il consenso dell’interessato.

Nel caso in cui veniate a conoscenza di atti di cyberbullismo, fermateli! Parlate coi genitori o gli insegnati dei bambini/ragazzi: non siate “semplici” spettatori. E se invece siete voi le vittime o i bulli, chiedete aiuto ad un adulto di fiducia!

Giulia Giampellegrini

Dott.ssa Giulia Giampellegrini Psicoterapeuta-Studio Itaca