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I pregiudizi sull’amore

I pregiudizi sull’amore

“A volte ci scordiamo che il rapporto di coppia e il matrimonio non sono un luogo in cui si entra, come lo stato dell’Arizona. Sono qualcosa che si costruisce. A volte qualcosa che si ricostruisce più volte” (S. Minuchin).  L’amore è una condizione attiva, dove si progetta, si desidera, si costruisce; l’amore è un’esperienza che ci permette di crescere, cambiare e migliorarci,  ma bisogna lavorare assiduamente perché sopravviva nel tempo. Tutte le relazioni procedono per salti: si devono affrontare ostacoli, interruzioni, cambi di direzione, gioie, emozioni e passioni. In aggiunta ci sono alcuni tranelli che la nostra cultura ci presenta e che rischiano di complicare ulteriormente il già difficile compito di amarsi. Vediamo insieme alcuni dei più comuni pregiudizi sull’amore (U. Telfner, 2007):

 

Credere che l’amore sia “per sempre”

L’amore è eterno, nel senso che è un’esperienza così intensa che la rende immortale. Questo non significa che durerà per tutta la vita, ma significa che quelle emozioni e quei momenti sopravviveranno per sempre nelle nostre menti e nei nostri cuori.

 

Credere che l’amore salvi la vita

L’amore è solo un aspetto della vita, non l’unico. Bisogna perciò imparare a “bastare a se stessi” e non investire o delegare tutto alla relazione di coppia. La nostra vita dobbiamo “salvarla” noi.

 

Credere che l’amore sia solo passione

Pretendere che la passione duri nel tempo, senza mai cambiare, è una pretesa nevrotica. Solitamente chi ritiene di dover vivere sull’onda del batticuore è una persona che va alla ricerca di forti emozioni e novità costanti per salvarsi dalla routine e dalla noia. Non può essere l’amore a salvarci dalla noia. Bisogna avere progetti e desideri che ci stimolano e ci regalano emozioni: l’amore non può essere il nostro unico progetto e la fonte di tutte le emozioni.

 

Credere che l’amore sia fusione

Ci sono molte persone che vivono nella convinzione che amore significhi fusione, cioè un costante collegamento sia fisico che mentale col partner. Fusione significa annullamento di una parte di sé: in queste coppie desideri e passioni devono essere condivisi a costo di nascondere pensieri e sentimenti personali. L’amore fusionale spesso diventa patologico.

 

Credere che l’amore si automantenga

Non mi stancherò mai di ripetere che l’amore va coltivato: arricchito di progetti ed emozioni. Non basta a se stesso, ma va costantemente accudito e necessita di un grande investimento sia sul rapporto che sui singoli individui.

 

Credere che l’amore “debba” finire

Non si deve anticipare la fine di un amore e nemmeno avere la certezza di un futuro insieme. Bisogna essere in grado di monitorare la relazione, rinnovando curiosità e obiettivi, avendo la consapevolezza di quanto l’amore sia prezioso e vada protetto.

 

Credere che esista un’unica forma di rapporto

La monogamia come scelta è un valore, quando diventa un obbligo dettato dalla società si trasforma in un pericolo per la coppia. Ci sono momenti della vita di coppia in cui la monogamia permette di crescere e maturare sentendosi amati e al centro delle attenzioni altrui. Anche quando i figli sono piccoli e tutte le energie sono rivolte su di loro, essere monogami può risultare importante, perché cuore e mente non avrebbero le energie necessarie per gestire anche altre faccende. Ma la monogamia non è l’unica forma di amore possibile e nemmeno corrisponde sempre alle emozioni degli esseri umani: esistono amori plurimi, dove si può investire contemporaneamente in più rapporti, nel rispetto di tutte le persone coinvolte. La società deve lasciare lo spazio a nuovi schemi d’amore, meno rigidi e più aperti al diverso, rapporti nuovi e più soddisfacenti. La forma dell’amore deve essere una scelta privata e personale che le coppie fanno, nel rispetto reciproco, considerando ciò che è meglio per loro e non per la società.

 

Credere che l’abbandono sia una smacco personale

Non esistono correlazioni tra l’essere abbandonati e la mancanza di valore. “Mi ha lasciato, ciò significa che sono un incapace o una persona non degna di essere amata”. Questi sono pensieri che devono essere allontanati dalla vostra mente. Le ragioni per lasciare una persona possono essere infinite, non per ultima ricordiamo che si può “semplicemente” smettere di amare. Il che non ha nessun tipo di legame con il valore della persona che viene lasciata.

 

Credere che se va male non ne siamo responsabili

“Per ballare il tango occorre essere in due”, perciò quando una relazione non funziona non è mai colpa di uno solo. La responsabilità è sempre di entrambi. Anziché lamentarsi di ciò che l’altro fa o non fa, bisogna rimboccarsi le maniche e costruire attivamente nuove dinamiche relazionali, modificando la propria modalità di interagire con il partner e interrompendo quei giochi patologici che stanno facendo soffrire la relazione.

 

Questi sono solo alcuni dei pregiudizi che possono ostacolare “la crescita di un amore”, bisogna prenderne le distanze e investire invece in quei fattori che risultano essere fondamentali per tenerlo in piedi, quali la disponibilità a cambiare in funzione delle esigenze dell’altro, la capacità di accettare le sue imperfezioni e la comunanza di valori. Tuttavia ricordatevi che l’amore è sempre un rischio, perciò per riuscire a viverlo serenamente bisogna non temere troppo il dolore, l’abbandono, la solitudine. In altre parole dovete bastare a voi stessi.

 

Giulia Giampellegrini

Dott.ssa Giulia Giampellegrini Psicoterapeuta-Studio Itaca