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In Equilibrio tra l’Io e il Tu nella coppia: il NOI

In Equilibrio tra l’Io e il Tu nella coppia: il NOI

Quando nasce una coppia si incontrano due individui ben distinti, che provengono da mondi,  abitudini, storie e famiglie differenti. Nello stesso tempo, da quando inizia una frequentazione prendono forma abitudini, modalità, idee, progetti che riguardano la coppia, come se questa fosse a sua volta un “terzo elemento”: il NOI. Il Noi della coppia da quando si costituisce è formato da un’area comune, che esiste perché esistono i due partner, ed è qualitativamente differente dalle due singole individualità. Non è un IO, non è un TU, ma appunto è un NOI. Questo Noi si arricchisce costantemente di esperienze (ricordi, avvenimenti, strategie, abitudini, passioni, progetti) che vanno a costituire il PATRIMONIO della coppia. Tanto più tempo la coppia sta insieme, tanto più il patrimonio cresce e si arricchisce.

Una delle sfide più complesse all’interno di una coppia è quella di trovare un buon equilibrio tra l’io e il noi: cioè tra lo spazio individuale e lo spazio comune. Entrambi sono importanti ed è strettamente necessario per la coppia sentire che ambedue sono rispettati e presenti. Ognuno dei due partner deve essere quindi in grado di esprimere e agire la sua individualità, sentendo che viene rispettata dall’altro e nello stesso tempo deve sentire di avere accesso al patrimonio del noi, percependo l’altro presente e attivo nella coppia all’interno dello spazio comune.

Non di rado le crisi di coppia dipendono dalla difficoltà a trovare un equilibrio fra autonomia e unione. Ciascuno di noi ha bisogno dei propri spazi e nello stesso tempo ricerca sicurezza e amore nell’altro. A volte questi due bisogni possono entrare in conflitto. Coltivare interessi e passioni, percepirsi “come individuo” e non solo come membro di una coppia o di una famiglia, avere una dimensione personale che non sia necessariamente condivisa col partner, sono aspetti indispensabili al benessere di ognuno; uno stare insieme che non li preveda, rischia di porre le basi per una inevitabile crisi. Se viene dato poco valore alla libertà individuale è altamente probabile sentirsi intrappolati o soffocati nel rapporto. Esistono, infatti, coppie che tendono eccessivamente alla fusione: perdersi l’uno nell’ altra, non avere alcun segreto, condividere il più possibile ogni aspetto della vita, pretendere che l’altro soddisfi ogni bisogno concreto e affettivo. Queste sono alcune caratteristiche delle coppie “fusionali”, in cui ciascuno tende a perdere di vista il proprio “io”.

E’ invece fondamentale per la crescita dell’individuo e della coppia che ciascuno possa avere la libertà di vivere degli spazi personali e sociali propri. Molti gli esempi possibili: leggere un libro mentre l’altro guarda la televisione, andare a fare una passeggiata da soli o uscire con un amico. I momenti di distanza, in cui ciascuno si prende cura di se stesso indipendentemente dall’ altro, fanno parte dell’amore di coppia e non si contrappongono.

Non a caso le relazioni in cui c’è rispetto per l’autonomia di ciascuno, spesso sono più stabili e serene di quelle in cui i partner si controllano continuamente e tendono alla fusionalità.

Altre volte il problema è quello opposto: esistono contesti di coppia in cui, con il passare del tempo, si crea un allontanamento. Uno o entrambi i partner si sentono schiacciati dai molti impegni, dai tempi e progetti professionali, ciascuno è chiuso nel proprio mondo, distratto dai propri interessi e viene mano a mano perso di vista il “noi” e le aree vitali della relazione.

Viene cioè a ridursi o a mancare la base di ogni legame di coppia: condividere tempo, impegni, progetti, eventi, emozioni, vita domestica, educazione e rapporti con i figli.

Dunque, sembra che oggi molte persone coinvolte all’ interno di una coppia si sentano schiacciate, imprigionate, logorate da questa dualità, in un dilemma che si potrebbe riassumere in un importante quesito: «Come posso mantenere i miei spazi se devo condividere tutto con la persona che amo?».

Ma il modo per stare bene insieme c’è. Servono tre elementi: la conoscenza di noi stessi, che ci tiene centrati su ciò di cui abbiamo davvero bisogno; la lealtà, che ci induce a non indossare maschere  col partner; e la fermezza, che non ci faccia ripiegare nel tempo abbandonando quella dimensione personale che ci fa tanto bene. Il tutto però può funzionare solo se, di base, viene mantenuto un dialogo costante col partner; soltanto così i “propri spazi” danno linfa e rinnovano la relazione di coppia, ed evitano la creazione di quel “mondo separato e parallelo” che, sempre più spesso, disconnette i due partner fino a renderli due estranei nella stessa casa.       

L’amore tra due persone è come una fiamma che arde in ciascuno e che richiede cura per essere mantenuta viva. Non continua ad ardere spontaneamente per lungo tempo. E’ necessaria una partecipazione attiva da parte di entrambi, occorre “lavorare” affinché la disponibilità verso il partner rimanga un atteggiamento duraturo.

Le crisi sono inevitabili e possono essere un’occasione di crescita per l’individuo e per la coppia. Le crisi non sono infatti necessariamente un impedimento al rapporto e non sempre provocano separazioni. Spesso segnalano che si sta compiendo un passo in avanti nello sviluppo individuale e di coppia.

In conclusione, l’amore ha buone probabilità di restare vivo e sano quando ciascuno si prende cura del legame di coppia e, nello stesso tempo, mantiene e sviluppa la propria individualità.

 

“…Vi siano però spazi nella vostra unione,
Così che i venti celesti possano danzare tra di voi.
Amatevi l’un l’altro, ma non rendete schiavitù l’amore:
Sia piuttosto un mare che si muove tra le rive delle vostre anime.
Riempitevi l’un l’altro le coppe ma non bevete da una coppa soltanto.
Donatevi l’un l’altro il vostro pane ma non mangiate da un medesimo boccone.
Cantate e danzate insieme e siate lieti, ma che ognuno di voi sia solo,
Come le corde del liuto sono sole sebbene vibrino della medesima musica.
Donatevi il cuore, senza però affidarvelo l’un l’altro.
Poiché solo la mano della Vita può contenere i vostri cuori.
E restate l’uno accanto all’altro ma non troppo vicini:
Le colonne del tempio s’ergono separate tra loro,
E la quercia e il cipresso non crescono l’una nell’ombra dell’altro.”
Kahlil Gibran (da Il Profeta)

 

Dott.ssa Sabina Zapponi.
Psicoterapeuta- Studio Itaca