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L’amicizia: cos’è e perché a volte “finisce” …

L’amicizia: cos’è e perché a volte “finisce” …

Tutti parlano di amicizia, tutti pensano di conoscerne il significato. In realtà il legame amicale è molto più complesso e profondo di quanto in generale si possa immaginare. Basti pensare che non esistono moltissimi studi psicologici su questo tema, tradizionalmente gli ambiti più indagati sull’affettività umana sono quelli delle relazioni familiari e di coppia oppure dei rapporti fra pari nell’età adolescenziale. Eppure l’amicizia riveste un ruolo fondamentale in tutto l’arco della vita, a cambiare sono semplicemente i valori e i significati ad essa associati.

Potendo dare una definizione di amicizia potremmo dire che il rapporto amicale è un legame che unisce due persone sulla base di un profondo sentimento di affetto, fiducia e condivisione di interessi; si caratterizza per la familiarità e la vicinanza che rendono la relazione fonte di piacere, per non farci sentire soli, per contare sull’altro in caso di bisogno.

Possiamo quindi dire che un amico o un’amica è una persona con la quale condividiamo una fase della nostra vita o, in altre parole, un pezzo della strada che percorriamo.

Gli studi sul tema confermano l’importanza dell’amicizia estendendo i benefici al benessere psicologico nell’arco dell’intera vita: non sono basilari solo gli anni dell’adolescenza per il rapporto fra pari, anche in quelli della maturità poter contare su una cerchia di amici offre vantaggi in termini sia di sostegno sociale che di benessere emozionale ed identitario.

Coltivare le amicizie in qualche modo può anche farci “ammalare” di meno, perché ci aiuta ad affrontare gli eventi con maggiori risorse, riducendo l’impatto stressante a livello sia fisico che mentale.

Certo, ognuno di noi fa esperienza anche del fatto che nell’arco del ciclo di vita gli amici cambiano, e insieme ad essi, cambia anche il valore che diamo all’amicizia stessa.

Amicizia e ciclo di vita

Nell’età adolescenziale l’amicizia è di fondamentale importanza ed è spesso un sentimento forte e totalizzante, che unisce un ragazzo o una ragazza ai propri coetanei. Si tratta di una dimensione basilare poiché il gruppo di pari fornisce modelli alternativi di comportamento e di relazione rispetto a quelli familiari, in cui l’adolescente può sperimentarsi alla ricerca di un’identità autonoma.

Si tratta di amicizie, quindi, caratterizzate da una forte componente di identificazione, emozionalmente molto intense e spesso esclusive, che hanno la funzione di offrire sicurezza e sostegno all’adolescente, in una fase di passaggio dall’infanzia all’età adulta, dove si sperimenta molta confusione e incertezza rispetto ai cambiamenti psicologici e fisici che si stanno attraversando.

L’amicizia continua ad essere importante anche nel resto del ciclo di vita nonostante nell’età adulta cambino molto spesso sia il tipo di frequentazioni sia le aspettative, più realistiche e meno idealizzate, che si nutrono nei confronti degli altri.

Tipicamente un cambiamento piuttosto consistente delle relazioni amicali arriva con la prima età adulta, la vita di coppia e la formazione di una famiglia: si è più inclini a definirsi attraverso la relazione con il partner, a trascorrere la maggior parte del proprio tempo e destinare la maggior parte delle proprie energie nella relazione di coppia. Ecco quindi che i tempi e i momenti dedicati alle amicizie diminuiscono, sono circoscritti a determinate situazioni e vi è la tendenza a frequentare altre coppie, persone che conducono lo stesso stile di vita o che hanno i medesimi bisogni.

Tuttavia in una fase di vita più matura – verso l’età anziana – le persone tornano a rimettere l’amicizia in una posizione molto importante della loro vita. Sì tende infatti a rinsaldare i legami affettivi precedenti e a costruirne di nuovi, probabilmente spinti dalle nuove circostanze della vita (come ad esempio la crescita dei figli, il pensionamento…) che si caratterizzano per lasciare più tempo libero e una maggiore indipendenza dai legami familiari.

Quando l’amicizia cambia o finisce …

L’amicizia fa parte delle nostre vite, nasce, cresce e a volte anche finisce, mentre noi maturiamo e cambiamo. Imparare ad accettare le diverse fasi che attraversano i rapporti che abbiamo con gli altri, ci può dare la possibilità di viverli in modo più intenso e consapevole, poiché possiamo essere coscienti del fatto che anche un’amicizia può finire per diversi motivi.

È ovvio che non esiste un tempo preciso o limitato per un rapporto d’amicizia, alcune amicizie ci accompagnano per tutta la vita, altre per alcune fasi e altre ancora solo in relazione ad alcuni limitati contesti. Eppure tutte le amicizie sono, e sono state, di pari importanza e utilità nello sviluppo della nostra vita.

Ognuno di noi certamente fa esperienza di questo, e se pensa alla sua cerchia di amicizie potrà identificare amicizie di lunghissima data, che arrivano principalmente dagli anni delle scuole, amicizie recenti/attuali e amicizie che possono essere collocate in alcune fasi particolari, come ad esempio gli anni universitari. Di questa cerchia probabilmente alcuni amici sono frequentati più o meno abitualmente e stabilmente, condividendo attività e momenti di vita, mentre altri sono visti di rado (magari per questioni di distanza) o addirittura non più. In ogni caso qualsiasi forma abbiano i nostri legami di amicizia in termini di tempo o frequentazione sono tutti stati parimenti importanti nel nostro percorso di vita, avendo ogni legame la sua natura e funzione nel nostro percorso individuale.

Tuttavia è abbastanza evidente che se analizziamo l’ ”oggi”, sappiamo che alcuni amici fanno parte del nostro presente, e altri del nostro passato. I motivi per cui a volte salutiamo un amico sono davvero molteplici, in alcuni casi possono avvenire conflitti, delusioni, tradimenti, ma nella maggior parte dei casi molto semplicemente le strade “si separano”.

Esiste tuttavia una spiegazione del perché un’amicizia “finisce”, si perde nel passato e sopravvive nei nostri ricordi.

Un’amicizia nasce quando vi è accordo rispetto ad una scala di valori, un progetto comune, idee ed ideali, e questo ci unisce, ci spinge a passare del tempo insieme, immersi in lunghe conversazioni, nel lavoro o nel divertimento. Le amicizie nascono sempre in una fase determinata della nostra vita e, spesso, terminano quando quella fase raggiunge la sua fine.

Una fase finisce quando in noi avviene un cambiamento, quando progrediamo, maturiamo, cresciamo o, semplicemente, ci adattiamo a nuove circostanze. A volte, non siamo noi a passare da una fase ad un’altra, ma sono i nostri amici, e anche in questi casi l’amicizia “finisce”.

Questo processo si ripete durante la vita, tante volte quante cambiamo valori, maturiamo o decidiamo di dare una svolta alla nostra vita. Ogni volta che cambiamo, l’ambiente che ci circonda muta. Alcune persone restano e altre vanno, lasciando lo spazio per le nuove.

Esistono varie fasi ben distinte nella vita che possono portare con sé un cambiamento nelle amicizie. Pensiamo, per esempio, all’infanzia e agli anni di scuola, all’adolescenza e alla scelta degli studi, all’arrivo dell’età adulta, all’entrata nel mondo del lavoro, alla genitorialità, all’ambiente professionale, all’avere o cambiare un partner, alle crisi e alla pensione.

In tutte le fasi, le amicizie rappresentano un’impronta importante e profonda; nonostante ciò, il cambiamento fa parte della legge della vita.

Quando le strade comuni terminano di incrociarsi e prendono direzioni diverse, gli amici che abbiamo avuto restano in noi sempre, grazie a ciò che abbiamo imparato da loro e a ciò che abbiamo vissuto e condiviso. L’amicizia fa parte della nostra crescita e, senza di essa, non saremmo in grado di progredire.

Evitiamo quindi di sentirci in colpa oppure traditi se un rapporto di amicizia molto importante, oggi fa parte del nostro passato; evitiamo di chiederci cosa potevamo fare perché non accadesse; o evitiamo di fare pensieri pregiudiziali del tipo “allora non era una vera amicizia”, perché la verità è da un’altra parte, e sta nella crescita stessa dell’essere umano, che spinge ogni individuo a seguire la propria strada, il proprio ritmo, il proprio corso e i propri valori. L’atteggiamento più giusto è quello di essere sempre grati a tutti i nostri amici: vecchi e nuovi, vicini e lontani.

Sabina Zapponi

Dott.ssa Sabina Zapponi
Psicologa e Psicoterapeuta