Ciao!

Per prenotare una consulenza o per richiedere informazioni contattaci.
 
Riceviamo su appuntamento, il primo colloquio conoscitivo è gratuito!

Le Emozioni Parlano: il Linguaggio della PAURA

Le Emozioni Parlano: il Linguaggio della PAURA

La paura è una delle emozioni più comuni, addirittura primordiale. Da quando esiste l’uomo la paura ha sempre permesso di “sentire” un pericolo concreto e di “mettersi in salvo”.

Oggi è molto più diffusa di quanto non sembri, ma le cause si sono spostate per lo più da situazioni di reale minaccia ad una infinita varietà di aspetti, più o meno evidenti, più o meno sommersi.

In genere abbiamo paura del cambiamento, di quello che non conosciamo e ci è estraneo, ma anche della troppa vicinanza e intimità. Abbiamo paura di ammalarci o di perdere il controllo, di essere manipolati ma anche di essere respinti, delle troppe responsabilità o viceversa del fallimento.

Ma soprattutto, sopra ogni cosa, ci preoccupiamo di non essere amati, di non essere visti, di non essere riconosciuti per quello che siamo. È questo il terrore più profondo di ognuno di noi. Tutti lo proviamo, indistintamente, comunemente, anche se alcune persone lo mascherano più di altre.

Ma perché nessuno è in grado di ammettere con semplicità e trasparenza che “ha paura”? Probabilmente perché, dal punto di vista culturale, non è particolarmente apprezzabile avere paura: le etichette “codardo”, “inetto”, “debole” sono molto veloci da affibiare. I modelli sociali più graditi passano, infatti, per il concetto di “vincitore”, “coraggioso”, addirittura… “eroe”.

Provare paura, nella nostra società, non sembra quindi particolarmente accettato o tollerato.

Ed è così che tutti noi neghiamo questo “prezioso messaggio”, sostituendolo con un apparente finto equilibrio. Per farlo usiamo spesso l’ipercontrollo, che mantiene tutto rigido nella stessa posizione e trasforma le nostre voci interne in lontani e flebili sussurri.

La paura dunque, nata biologicamente come una semplice e lineare comunicazione volta a salvarci la vita, si trasforma oggi in un sentimento ambiguo, un’ansia generalizzata che ci prende e porta angoscia nella nostra giornata. E diventa quella forza subdola che non ci permette di attuare dei cambiamenti, che ci congela e paralizza come un vincolo… semplicemente perché non l’abbiamo ascoltata! Non l’abbiamo sfidata! Anche se non lo vogliamo ammettere, la paura – anche quando è ben nascosta e inconsapevole in noi – ci lavora contro, ci sabota e rappresenta un freno a vivere a pieno e con serenità la nostra vita. La paura ci porta a rinunciare a fare delle cose, o a farle in modo rigido e controllato anziché permettere il fluire spontaneo di ciò che deve avvenire e delle esperienze che dobbiamo vivere.

Tuttavia sentire la paura è molto più proficuo che negarla, ma solo se la ascoltiamo davvero… in quel caso possiamo trovarne le cause e risolverla.

Ammettere di avere paura significa quindi comportarsi da eroi! Trasformare una energia “ferma” in una energia “che scorre”, facendola diventare una forza evolutiva anziché distruttiva.

Se la paura non viene ascoltata non può far altro che crescere e prendere sempre più spazio nella nostra vita, fino a bloccarci, fino – a volte – a farci ammalare.

Quando uno spavento ha una causa molto concreta e puntuale – ad esempio una macchina che sta per investirci – ci permettiamo di sentire in modo forte e chiaro il messaggio che questa reazione emotiva porta e reagiamo velocemente e istintivamente di conseguenza.

Ma nella vita di tutti i giorni – di fronte ad eventi molto meno visibili e pericolosi – quante volte non ascoltiamo? Quante volte permettiamo alla paura di stare con noi senza capire cosa deve dirci? Quante volte evitiamo di prendere delle decisioni o le prendiamo continuando a chiederci per molto tempo se è stata la scelta giusta?

Ecco, in tutti questi casi dobbiamo chiedere alla paura di parlarci: cosa ci sta dicendo? Facciamoci delle domande: “Perché sento paura?”, “Cosa potrebbe accadere di negativo se io facessi questa cosa?”, “Cosa mi renderebbe più semplice fare questo?”.

Dare risposte sincere a queste domande contiene già di per sé le chiavi di lettura per sciogliere i blocchi della paura.

Citando Martin Luter King “Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non trovò nessuno” potremmo dire che spesso le nostre paure corrispondono   ai nostri blocchi interni. Se li guardiamo, e apriamo la porta, possiamo passare avanti.

 

Dott.ssa Sabina Zapponi. Psicoterapeuta- Studio Itaca

Dott.ssa Sabina Zapponi Psicologa – Psicoterapeuta