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L’educazione sentimentale e sessuale ai tempi di Facebook. Come parlare ai ragazzi di amore e sessualità?

L’educazione sentimentale e sessuale ai tempi di Facebook. Come parlare ai ragazzi di amore e sessualità?

L’emozione del primo bacio, gli sconvolgimenti dei primi innamoramenti. Se ne può parlare tra genitori e figli adolescenti?

Gli adolescenti di oggi crescono sospesi tra mass media che offrono continue immagini legate al mondo della sessualità da una parte, e adulti che spesso mantengono una discrezione, talvolta un silenzio totale sull’argomento.

Soprattutto per i maschi le fonti a cui “attingere” possono essere di varia natura. Per la gran parte delle ragazze può essere diverso. Molte di loro sanno cosa sta succedendo quando per la prima volta vivono l’esperienza del ciclo mestruale e spesso il momento viene “celebrato”’’ in famiglia. Come per comunicarle che sono tutti felici del fatto che lei appartenga al genere femminile e che da quel giorno non sarà più una bambina. Però, spesso, fatte le dovute spiegazioni di anatomia e fisiologia ci si ferma lì. Molte mamme sono imbarazzate all’idea di dover spiegare qualcosa in più.

Ma se almeno le bambine hanno quasi sempre una mamma, una nonna o una zia che sa parlare con loro dell’anatomia e della fisiologia, i maschi invece crescono nel silenzio più assoluto. E’ più difficile che un padre parli con suo figlio del suo corpo, del suo sviluppo sessuale, dei cambiamenti che sperimenta quotidianamente.

Fondamentalmente, i papà spesso risolvono alla svelta la questione affermando che anche loro, quando erano più giovani, non si sono sentiti raccontare nulla, e questo non ha impedito loro di diventare uomini adulti, compagni di vita e padri.

Solo che il mondo intorno a noi in questi decenni è cambiato e al nostro silenzio fa da controcanto un continuo martellamento di immagini, proposte o allusioni e riferimenti di natura sessuale.

Un bambino di scuola elementare o di scuola media è quotidianamente esposto, attraverso i programmi televisivi, la navigazione in internet, i manifesti pubblicitari, a messaggi che parlano di sessualità se non arrivano talvolta ad utilizzare i codici della stessa pornografia.

Possiamo aiutare un adolescente a visualizzare tutti i cambiamenti a cui sta andando incontro partendo dalla sfera delle emozioni.

Come detto, per certi aspetti, le ragazze possono arrivare meglio equipaggiate alle tempeste emotive sull’adolescenza. Molte ragazze sono preparate ad affrontare i cambiamenti ormonali che precedono le mestruazioni, crescono sapendo di dover tenere presente la fase del ciclo in cui si trovano e il momento in cui le emozioni si fanno più intense.

Ma l’intera adolescenza è un’unica grande sindrome premestruale, per i maschi non meno che per le femmine. Un adolescente, volente o nolente, sente crescere e poi esplodere la concentrazione degli ormoni.

I ragazzi che non imparano a riconoscere le fluttuazioni delle loro emozioni, che non sanno come ridurre l’intensità dei loro sentimenti, sono molto più esposti al rischio di gestire la situazione ricorrendo a droghe o alcol.

E’ quindi importante che gli adulti li aiutino ad essere consapevoli delle loro emozioni che è il primo passo per padroneggiarle.

Come? Se volete catturare l’attenzione di un adolescente, ditegli che le sue emozioni sono manipolate da qualcun altro, che lo stanno manipolando. Un adolescente si trova in quella fase dell’esistenza in cui inizia a intuire che il mondo è una faccenda complicata. Il solo pensiero che qualcuno sta manipolando le sue emozioni gli farà drizzare le orecchie.

L’emozione, di qualsiasi tipo può essere accresciuta o sopita da quello che vediamo, sentiamo, tocchiamo. Provate a far ragionare vostro figlio su ciò che sente, su cosa gli accade quando guarda lo spot di un preparato per torte o quando guarda la pubblicità di una marca di lingerie. Nel primo caso, possiamo star certi che in molte occasioni la tendenza di un adolescente sarà quella di alzarsi dalla poltrona per avviarsi verso il frigorifero. Allo stesso modo un pubblicità di lingerie potrà provocargli un erezione, senza che lui sappia bene cosa gli stia accadendo. In entrambi i casi la sua emozione è stata indotta o manipolata. Riesce a dare un nome a tutto questo? Possiamo aiutarlo noi a riconoscere queste emozioni e queste situazioni?

E’ importante poi condividere con i nostri figli atteggiamenti utili a temperare gli eccessi di tensione. Questo permetterebbe ai nostri ragazzi di essere compresi nelle loro emozioni e a trovare soluzioni da sperimentare.

In generale si parla molto dell’azione degli ormoni sull’organismo di un adolescente, mentre poco o nulla si dice delle trasformazioni che gli ormoni inducono sulla mente.

Oggi sappiamo che il cervello non smette di continuare a produrre cellule se non alle soglie dell’età adulta. Questo significa che nel corso della pubertà non è ancora completamente formato. In particolare, il cervello di un adolescente ha uno sviluppo quasi completo nella sua parte profonda, la parte emotiva, mentre è ad uno stadio non ancora avanzato nella parte che riguarda i lobi frontali, che è quella parte che svolge le funzioni più complesse come il pensiero astratto e la decisione.

Tutto questo significa che nel loro percorso di crescita i ragazzi colgono e vivono in pieno la dimensione emotiva, ma fanno molta fatica a staccarsi dalle emozioni, ad attribuire loro un significato e ad elaborarle e gestirle. Ecco perché i ragazzi non riescono assolutamente ad evitare di buttarsi in avventure eccitanti, senza però minimamente valutarne le conseguenze. La parte più profonda del cervello li attiva, ma i lobi frontali non riescono ancora a guidarli.

Sono i genitori che possono svolgere una funzione da lobi frontali per i figli e consentire loro di prendersi il tempo per riflettere su quello che succede.

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                                                                                                                                                    Andrea Davolo – Psicologo Psicoterapeuta