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LITIGARE FA BENE ALLA COPPIA?

LITIGARE FA BENE ALLA COPPIA?

Negli ultimi anni parlare di emozioni è sempre meno considerato un “tabù”, tuttavia c’è ancora un’emozione di cui si fatica a parlarle e con la quale si ha difficoltà ad entrare in contatto e prendere dimestichezza: la rabbia. La rabbia, tuttavia, fa parte dell’essere umano e non si può fare finta che non esista, che ci piaccia o meno ammetterlo, prima o poi, tutti ci arrabbiamo. Le coppie che si lasciano spaventare in modo particolare dalla rabbia sviluppano strategie per tenerla a bada, ma, in realtà, nessuna strategia può risolvere il problema della rabbia alla base, perché questa esiste e spesso tali strategie finiscono per creare più sofferenza di un confronto.

Lo psicologo americano Marshall (2006) individua quattro strategie di aggiramento del conflitto più comuni. Vediamole insieme:

1)      Il distacco

Spesso le coppie usano frasi del tipo: “Non conta”, “Non importa, rimarremo ciascuno della propria opinione”. Mentre accantonare la collera può funzionare nell’immediato questa strategia può rischiare di congelare qualsiasi sensazione, comprese quelle positive. Abolendo i litigi e non elaborando la rabbia i partner si allontanano e tendono a non comunicare più, finendo quasi inevitabilmente per distaccarsi.

2)      Capacità di razionalizzare

La capacità di razionalizzare che risiede nella nostra “testa” e rende tutto logico, a volte mal si sposa con le emozioni e i sentimenti che invece sono generalmente localizzati nel corpo. La comunicazione sotto il controllo razionale forse ci si potrà proteggere dalla rabbia, ma anche da una corretta interpretazione delle dinamiche della relazione.

3)      Fuga

Certe coppie accettano di arrabbiarsi, ma poiché si sentono in colpa o avvilite dalla rabbia, cercano di liberarsene il più velocemente possibile. Solitamente la rabbia è un campanello d’allarme che avverte che c’è qualcosa che non va, ma invece di ascoltare il “messaggio nascosto” dietro di essa certe coppie cercano di arrivare immediatamente alla risoluzione.

4)      Blocco

Questa strategia si evidenzia quando un partner si arrabbia, mentre l’altro si rifiuta nel lasciarsi andare alla rabbia, in questo caso si crea il conflitto, ma non lo si lascia fluire.

Queste strategie, come già evidenziato in precedenza, non consentono di dare “libero sfogo” alla rabbia che, per essere superata nel giusto modo, ha bisogno di essere espressa attraverso un conflitto costruttivo, ovvero una forma di conflitto che va verso la risoluzione. Come si può fare per fare ciò? Vediamo insieme tre passi:

1-      Esplorare, ovvero: “Devo parlarti…”

Si tratta di dare libero sfogo alla rabbia e di spiegare la sofferenza e le frustrazioni. Per far ciò occorre essere “emotivamente sinceri”, ovvero imparare a chiamare i sentimenti con il loro nome e riuscire a comunicarli accogliendo nello stesso tempo i sentimenti dell’altro.

2-      Comprendere

Ascoltatevi reciprocamente con attenzione. Quando la parola spetta al vostro partner, non cercate di sfruttare il tempo per preparare la vostra difesa, ascoltate. Rivolgete domande perché vi sia più chiaro quello che intende dirvi e accertatevi che non vi siano fraintendimenti. Ricordandosi che la responsabilità di tutti i litigi è sempre metà dell’uno e metà dell’altro è sempre importante chiedersi qual è la nostra responsabilità e, una volta individuata, scusarsi per questa.

3-      Agire

Finché non avrete espresso pienamente i vostri sentimenti e non avrete cercato di comprendere appieno ciascuno il punto di vista dell’altro, vi sarà impossibile trovare una soluzione che funzioni.

Concludendo, litigare e poi riappacificarsi correttamente è la forma più intesa di legame che si possa avere con il proprio partner, concedetevi, dunque, di tanto in tanto una “sana litigata” per dimostrarvi quanto vi amate.

 

Elisa Piovani

Dott.ssa Elisa Piovani- Psicoterapeuta- Studio Itaca