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Parlare coi bambini di argomenti tabù

Parlare coi bambini di argomenti tabù

Spesso i bambini ci rivolgono domande “difficili” delle quali non conosciamo la risposta o la cui risposta ci sembra troppo dolorosa per un bambino. Viene quindi spontaneo chiedersi se sia giusto rispondere a certe domande che ci vengono poste e soprattutto in che modo farlo. Alberto Pellai, psicoterapeuta  e autore, nel suo libro “Le cose che…nessuno ha il coraggio di dirti prima dei 10 anni” affronta con semplicità quegli argomenti che spesso diventano un tabù tra genitori e figli, come, ad esempio, la sessualità, la morte, il razzismo e la malattia. Vediamo insieme alcuni dei punti che vengono trattati nel libro:

Dobbiamo rispondere a tutte le domande che i nostri figli ci pongono?

Assolutamente si, è importante dare delle risposte alle loro domande, proprio perché se ce le hanno rivolte significa che questi argomenti hanno smosso qualcosa dentro di loro che non riescono bene a capire o a gestire da un punto di vista emotivo. L’adulto deve quindi, con le sue risposte, dimostrare al bambino che non ha paura delle domande del bambino e che lo stesso può fare affidamento su di lui, nel momento del bisogno. Rispondere, a prescindere dalla risposta, significa “Io ci sono per te, se hai bisogno”. Una mancata risposta può venire invece interpretata da nostro figlio come un “devi arrangiarti da solo perché non so come aiutarti”.

 

Cosa succede se non rispondiamo?

Come ci siamo già detti i bambini continueranno a cercare le risposte alle loro domande, perché sono temi troppo importanti per loro. Il rischio quindi è che trovino le risposte nei “posti sbagliati” : amichetti, televisione, libri o, se usano già internet, su Google. Questo significa che le risposte ottenute potrebbero essere errate o non adatte alla loro età o di difficile comprensione, suscitando in loro paure e timori che non saranno in grado di rielaborare da soli.

 

Come fare se non sappiamo come rispondere alle loro domande?

Non dobbiamo per forza rispondere immediatamente. Possiamo dire al bambino che la sua domanda è molto importante e che abbiamo bisogno di tempo per capire quale sia la risposta migliore, la più corretta. In questo di lasso tempo possiamo formarci e informarci attraverso libri o film che ci aiutino nel formulare la risposta più adatta.

 

Perché la sessualità non deve essere un tabù?

Innanzitutto è interessante capire che spesso questo argomento è un tabù, perché noi adulti, per primi, non abbiamo nella nostra memoria, dei modelli di risposta a cui attingere. Mi spiego meglio, se i nostri genitori non ci hanno mai apertamente parlato di sessualità, non abbiamo il ricordo di come affrontare questo tema. Talvolta, addirittura abbiamo il ricordo dei nostri genitori che ci fanno capire che questi argomenti è bene non trattarli proprio: “Non fare certe domande!”. In realtà è importantissimo parlare con i nostri figli di questo argomento, senza vergogna, anche nell’ottica di prevenire gli abusi sessuali. Riporto un esempio che A.Pellai cita spesso, per fare capire quanto i tabù possano essere pericolosi: se un bambino fuori da scuola viene schiaffeggiato da un adulto nascosto dietro un albero, corre subito a dirlo ai genitori, se invece si imbatte in un esibizionista, non è detto che lo faccia, nel 50% dei casi non dirà nulla, perché prova vergogna. Il bambino può pensare che essendo la sessualità un argomento per il quale mamma o papà non si sono mai dimostrati disponibili, non lo saranno neanche in questo caso e allora preferisce non parlarne.

 

La morte e la malattia non sono due temi troppo dolorosi per parlarne con dei bambini?

Anche in questo caso la risposta è NO. Se loro ci pongono domande rispetto a questi argomenti vuole dire che hanno già sentito o affrontato il tema con qualcuno, ma che hanno bisogno di altre informazioni e rassicurazioni da una persona di riferimento, di cui si fidano. Dobbiamo mostrare loro che non siamo spaventati all’idea di dover parlare di certe cose, che sappiamo accogliere anche le emozioni negative che spesso questi argomenti si portano dietro, quali tristezza e sofferenza, senza esserne travolti. Tutto si può affrontare!! A volte crediamo che sia meglio evitare di parlare di certi argomenti, per proteggere i nostri figli dal dolore, invece saranno proprio le nostre parole ad aiutarli nell’affrontare la sofferenza. Ricordatevi che solitamente i bambini non temono la loro stessa morte, ma quella di mamma e papà ed è proprio su questo che dobbiamo rassicurarli.

 

Bibliografia: A.Pellai, B. Tamborini (2020), “Le cose che nessuno ha il coraggio di dirti prima dei 10 anni”, ed. DeAgostini

Giulia Giampellegrini

Dott.ssa Giulia Giampellegrini Psicoterapeuta-Studio Itaca