come parlare ai bambini della guerra

Come parlare ai bambini della guerra

Come parlare ai bambini della guerra, in questi giorni particolari, in cui la guerra in Europa sta entrando di prepotenza nelle nostre conversazioni, televisioni, social e di conseguenza anche i bambini ne sono coinvolti, respirando, volenti o nolenti, quest’aria greve.

Cosa possiamo fare per aiutarli a capire cosa sta succedendo?

Come possiamo parlare ai bambini della guerra senza spaventarli?

Di seguito vi fornisco alcuni suggerimenti su come affrontare il tema e quali errori evitare per parlare ai bambini della guerra in maniera corretta:

1) La guerra è altrove

Quello che spaventa maggiormente i bambini è l’idea di dover fare i conti in prima persona con una guerra, perciò è molto importante fare capire loro che si tratta si di una situazione grave, ma che oggi non ci coinvolge direttamente. Si sta combattendo in Ucraina, non in Italia.

2) Stiamo cercando di fermare la guerra

Tutto il mondo, Italia inclusa, sta lavorando giorno e notte per cercare di porre fine nel più breve tempo possibile alla guerra.
Questo li aiuterà a non sentirsi impotenti e a pensare che anche gli adulti stanno cercando una soluzione che riporti la pace tra Russia e Ucraina.

3) Aiutare le persone di quel paese che vogliono scappare

Per aiutare le persone che vivono in Ucraina si stanno attivando una serie di risorse quali dei corridoi umanitari che servono per permettere a chi vuole uscire dal paese, magari per trasferirsi proprio in Italia, di farlo con il maggior sostegno possibile (cibo, vestiti, medicine).

Questi generi di prima necessità sono raccolti anche qui in Italia tramite la Croce Rossa o altre associazioni che si occupano di questo.
Può essere importante sottolineare che ci sono persone che scappano dall’Ucraina per venire al sicuro in Italia, proprio per rafforzare nei bambini l’idea che l’Italia sia un luogo sicuro nel quale vivere.

4) Aiutare le persone che vivono in Ucraina

Anche coloro che rimangono in Ucraina saranno raggiunti da aiuti umanitari proprio grazie a queste associazioni quali la Protezione Civile o la Croce Rossa che porteranno loro cibo, medicine, vestiti ecc.

5) Possiamo aiutarli anche noi

I bambini hanno bisogno di sentire che stiamo tutti facendo del nostro meglio per aiutare queste persone in pericolo e anche loro possono a loro modo attivarsi per essere d’aiuto.

Questo allontana quel senso di impotenza che può essere un grande generatore di ansia e paura. In concreto quindi cosa possiamo fare con i nostri bambini?!

Possiamo partecipare a manifestazioni in favore della Pace, possiamo aiutare qualche Associazione o agenzia qualificata che si occupa di raccogliere o comprare beni di prima necessità per le persone in Ucraina, possiamo pregare, possiamo mettere da parte giochi e vestiti da portare nei punti di raccolta della città che li distribuiscono ai richiedenti asilo ecc.

6) Dire la verità

E’ importante essere onesti con i nostri figli e parlare ai bambini della guerra senza raccontare loro delle bugie, quindi non possiamo negare l’esistenza di questa guerra, come delle altre in altre zone del mondo.

Dobbiamo però trasferire loro un senso di sicurezza e protezione, sottolineando che la guerra non è qui in Italia: infatti la nostra vita può e deve continuare normalmente. Si va a scuola, al lavoro, si festeggiano i compleanni e il carnevale, si fa sport, si vedono gli amici ecc.

7) Evitare video o immagini violente o spaventose

E’ bene evitare che i bambini siano sottoposti ad immagini troppo forti, come possono essere quelle dei TG o dei video che vengono pubblicati sui vari social, perché potrebbero restarne traumatizzati.

Noi dobbiamo sempre fungere da filtro per le informazioni alle quali hanno accesso, non possiamo lasciare che vengano investiti di immagini o parole forti ed eccessivamente spaventose per loro, che non hanno i mezzi per rielaborarle.

8) Non parliamo troppo

Limitiamoci a parlare con loro di questo conflitto e delle sue conseguenze in termini semplici e comprensibili, senza entrare in dettagli o discorsi complessi. Limitiamoci al necessario e a rispondere alle loro eventuali domande.

Ricordiamoci inoltre che se non sappiamo rispondere ai loro quesiti o se non sappiamo quale sia il modo corretto per farlo, possiamo dire loro che non conosciamo la risposta, ma che ci documenteremo e appena saremo più informati ne riparleremo con loro.

9) Un porto sicuro

Noi adulti dobbiamo continuare ad essere un porto sicuro per i bambini e dobbiamo trasmettere loro un senso di sicurezza e protezione, anche in queste situazioni critiche.

Parliamo con loro senza mostrarci spaventati rispetto alla nostra incolumità e cerchiamo di restare nel qui ed ora, visto che ad oggi la guerra è altrove e questo dobbiamo ricordarglielo.

E’ bene anche rimarcare il fatto che possiamo nel nostro piccolo aiutare queste persone in pericolo, evidenziando così come la cooperazione e la solidarietà siano dei valori importanti e necessari per vivere meglio, in ogni situazione.

Giulia Giampellegrini

Dottoressa Giulia Giampellegrini- Psicoterapeuta

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