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Vediamo da vicino un fenomeno che vede la sua origine e maggiore diffusione in Giappone, ma che sta sempre più espandendosi in altre parti del mondo compreso il nostro Paese: il ritiro sociale di giovani dalla vita reale per darsi ad un’esclusiva e reclusiva vita online, ovvero il fenomeno hikikomori. Ma chi sono gli hikikomori?

Negli ultimi anni parlare di emozioni è sempre meno considerato un “tabù”, tuttavia c’è ancora un’emozione di cui si fatica a parlarle e con la quale si ha difficoltà ad entrare in contatto e prendere dimestichezza: la rabbia.

Addentrarsi in un argomento di così vasta portata comporta muoversi a piccoli passi. Innanzitutto è necessario approfondire il significato delle parole che utilizziamo, perché il linguaggio non è solo l’espressione di ciò che pensiamo, ma costituisce anche ciò che facciamo e come lo facciamo. Iniziamo dando una definizione di cura. Secondo i dizionari classici di etimologia il termine deriva dalla sua forma più antica in latino: si scriveva coera ed era usata in un contesto di relazioni di amore e di amicizia. Esprimeva l'atteggiamento di premura, vigilanza, preoccupazione e inquietudine nei confronti di una persona amata o di un oggetto di valore. Cura significa allora: premura, sollecitudine, diligenza, zelo, attenzione, delicatezza.