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Ci sono alcuni eventi nella vita di una donna che fungono da porta d’ingresso per una nuova fase: il passaggio all’adolescenza, la maternità e anche la menopausa ne sono un esempio.

Le emozioni sono componenti fondamentali e naturali di ogni essere vivente, non devono essere eliminate o controllate. La manifestazione di un'emozione, anche uno scoppio d'ira o un profondo momento di tristezza, ha sempre un significato, ci segnala che qualcosa sta accadendo nella nostra vita e che dovremmo prestarle ascolto. Cercare di fare finta di nulla o di soffocare i nostri sentimenti è controproducente.

La paura è una delle emozioni più comuni, addirittura primordiale. Da quando esiste l'uomo la paura ha sempre permesso di “sentire” un pericolo concreto e di “mettersi in salvo”. Oggi è molto più diffusa di quanto non sembri, ma le cause si sono spostate per lo più da situazioni di reale minaccia ad una infinita varietà di aspetti, più o meno evidenti, più o meno sommersi.

Gli esseri umani provano emozioni. Anche gli animali più complessi, come ad esempio i mammiferi, provano emozioni. La presenza di emozioni quindi sembra essere direttamente proporzionale alla complessità di un essere vivente. Le formiche o le api ad esempio non hanno bisogno di emozioni per organizzare in modo efficace tutta la loro vita. Ma come potrebbe una gatta allevare in modo efficace i suoi cuccioli in assenza di emozioni? Per questo animale è fondamentale provare paura, per mettere in moto la difesa dei cuccioli, piuttosto che essere paziente per permettere l’allattamento. Le emozioni quindi consentono agli esseri umani e agli animali complessi una serie di esperienze di fondamentale importanza.

Il corpo è la “tela” su cui ognuno di Noi racconta e scrive la propria storia, il proprio romanzo, e, come tale, è il mezzo attraverso il quale esprimiamo la parte più profonda di Noi. Quando non ci si riesce ad esprimere attraverso la parola, perché la “bocca tace”, talvolta può capitare che esso diventi il “luogo privilegiato” della manifestazione di una sofferenza, di un disagio, la via che la nostra mente sceglie per dire l’indicibile.