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Diventare mamma e papà è un’esperienza meravigliosa, che apre la mente e il cuore. Tuttavia la transizione alla genitorialità rappresenta un momento di incertezza, caratterizzato da un innalzamento dei livelli di ansia e stress, si può quindi ipotizzare che mamma e papà sentano un aumentato bisogno di protezione, sostegno e conforto. L’arrivo di un bambino mette alla prova il benessere della coppia, specialmente se si tratta del primo figlio: gli equilibri e le routine devono fare spazio al nuovo arrivato. Le numerose modificazioni fisiche, psicologiche e relazionali comportano una necessaria riorganizzazione, non solo del mondo esterno, ma anche del mondo psichico interno delle persone coinvolte. Proprio per questo motivo, quando all’interno di una famiglia arriva un figlio, è molto importante avere un occhio di riguardo per i papà,

Le emozioni sono componenti fondamentali e naturali di ogni essere vivente, non devono essere eliminate o controllate. La manifestazione di un'emozione, anche uno scoppio d'ira o un profondo momento di tristezza, ha sempre un significato, ci segnala che qualcosa sta accadendo nella nostra vita e che dovremmo prestarle ascolto. Cercare di fare finta di nulla o di soffocare i nostri sentimenti è controproducente.

È in partenza dal giorno venerdì 17 Marzo 2017 ore 20,30 – 22,30 un percorso di gruppo, costituito da 5 incontri sul tema dell’essere donna, dove sarà possibile condividere “storie” e “ri-narrarsi” in un contesto di ascolto e riflessione. Gli incontri saranno volti a ricostruire la propria storia di donna, con gli occhi di oggi, con le esperienze fatte fino ad ora, con quello che siamo diventate, per darci una nuova prospettiva, per fare pace con quello che è stato o semplicemente riprendere i contatti con la parte femminile che è in noi.  

Tutti noi, per il semplice fatto di vivere, siamo esposti all’eventualità di sperimentare, nel corso della nostra esistenza, delle “ferite dell’anima”- ovvero quelli che gli esperti sono soliti definire i cosiddetti traumi psicologici. Questi traumi possono essere di due tipi: quelli “con la T maiuscola”, ovvero quelle ferite importanti che minacciano la nostra integrità (come calamità naturali, incidenti stradali, stupri, aggressioni, malattie infauste, omicidi o suicidi di persone care); e  quelli “con la t minuscola”, esperienze che sembrano apparentemente poco rilevanti (come abbandoni, paure, trascuratezze ecc.), ma che possono assumere un peso, soprattutto se ripetute nel tempo o se subite in particolari momenti di vulnerabilità o nell’infanzia.